“Chi era Umberto Cesàri”

A cura di Marcello Piras

Una delle figure più grandi del jazz italiano, Umberto Cesàri, ha unadiscografia ufficiale di due ore scarse. Sette brani su 78 giri (1950-54),dodici su 45 giri (1958-59), quattro brani isolati usciti su LP (1959-60) e un LP intero uscito verso il 1978 con materiale anteriore.
In questa penuria c’entra, beninteso, la negligenza delle case discografiche, almeno nel dopoguerra e fino al 1955 circa, quando Cesàri era attivo, suonava e viaggiava.

Dopo, però, vi fu dell’altro. Spesso Cesàri veniva scritturato invarie città e non si presentava. A volte non partiva nemmeno. A volte partiva manon arrivava. A volte partiva, arrivava e non suonava. Il suo comportamento era un enigma; la sua figura divenne il centro di una vasta aneddotica.

Alla fine, per ascoltarlo bisognava andare a casa sua. Di lui si dicevano cose strane, più o meno incredibili: medium, trasvolatore di oceani, pianista capace di suonare sopra i più difficili dischi di Oscar Peterson.

Cosa era vero, cosa no? Figura circondata insieme da meraviglia e scetticismo, ma ritrosa e sfuggente, Cesàri scivolò nel silenzio. Morì dimenticato.

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